Siamo di Bologna e oggi è un giorno che non possiamo dimenticare. Tutta l’Italia non deve dimenticare. Oggi è il 2 agosto. Avete presente l’immagine dell’orologio in bianco e nero con le lancette ferme sulle 10:25? In questo giorno a Bologna le lancette si fermano e ricominciano a scorrere così lentamente che alcuni giurano che la lancetta dei minuti scocchi un minuto in avanti e due indietro. Scorre così lentamente che ci sono voluti 34 anni per escludere una pista invece di trovarne una. I mandanti indicano con il dito gli esecutori e passano dal banco degli imputati al banco degli assolti. Senza un processo.
Vi chiederete, cosa c’entra Gulu?
C’entra perché nella guerra in Uganda dal 1985 al 2007 persero la vita oltre 100.000 persone innocenti, senza contare i danni permanenti dei sopravvissuti: disturbi psicologici post traumatici, profughi, mutilazioni, orfani e AIDS.
C’entra perché anche a Gulu le cause del massacro non sono chiare e non è chiaro come non si sia riuscito ad evitare o per lo meno a limitare.
Ancora una volta la storia si ripete in ogni angolo del mondo. Mandanti o complici demandano agli esecutori tutta la responsabilità e saltano dal banco degli imputati al banco degli assolti.
Quando il 2 agosto si ripete. A Bologna e in ogni parte del mondo.