Ricordare il giorno della memoria è diventato un evento a cui tutti i media e giornali rispondono prontamente, perfino nelle scuole, a teatro e al cinema non passa inosservata. Qualcosa che viene perso di vista in realtà c’è eccome. La giornata della memoria si ricorda puntuale ogni anno come un evento passato, lontano, brutto, vergognoso e disumano, ma pur sempre un ricordo in bianco e nero. Oggi abbiamo molte ragioni per credere che le mostruosità del razzismo, dell’intolleranza e della violenza siano immagini del presente, a colori e purtroppo ad altissima definizione o in Full HD, se state pensando di comprarvi un mega televisore nuovo. E’ questo il passaggio che la Giornata della Memoria non riesce ancora a trasmettere: dopo la seconda guerra mondiale i genocidi sono stati numerosi e non tutti marchiati con la stella di David da una parte e con la svastica dall’altra.

Se, secondo l’ONU, il genocidio è “un atto commesso con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso” oltre al discutibile parametro numerico di almeno “un milione di morti”, allora il giorno della memoria dovrebbe ricordare che dopo le immagini in bianco e nero, di genocidi ne sono stati commessi talmente tanti che bisognerebbe interrogarsi su nuove modalità per ricordare questa giornata per riportare ad una dimensione attuale.
Oggi i mezzi di comunicazione danno notizie frettolose, retoriche e incomplete ma sulla Giornata della Memoria di servizi e programmi se ne producono molti: il cancello di Auscwitz con la scritta “Arbeit Macht Frei” rimane un evergreen ma sarebbe bello che in questa giornata si facesse un passo oltre i Combat film in bianco e nero che gli alleati girarono nel 1945 all’ingresso dei campi di concentramento, per recuperare anche i filmati visti sui Technicolor degli anni ’60 e ’70 con le rare immagini del genocidio in Indonesia, in Cambogia, in Sudan negli anni ’90, ben oltre un milione di desaparecidos in America Latina e indios in Amazzonia, fino ai più conosciuti genocidi in Bosnia e Rwanda, e visto che ci siamo, pure in Nord Uganda. Lo slogan “Mai più” in tutte le lingue del mondo che si legge nel campo di concentramento di Dachau è stato violato troppe volte.

Proprio ieri nell’avanzatissima Danimarca il parlamento ha approvato la legge sull’immigrazione che prevede, tra le varie angherie, il potere della polizia di sequestrare a migranti e richiedenti asilo somme di denaro o beni del valore superiore alle diecimila corone (1.340 euro).

Oggi possiamo andare oltre le immagini in bianco e nero, oltre il solo ricordo. Ora le immagini possiamo addirittura guardarle attraverso sofisticatissimi televisori al plasma, con sensazionali video a tre dimensioni. Dopo il ricordo e lo sdegno,  oggi possiamo andare oltre il 27 gennaio e opporci nella vita di tutti i giorni al razzismo e all’intolleranza. Ricordare ma Agire.
Ecco la dimensione che dà la profondità: la terza dimensione della Giornata della Memoria.

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